Chef

Massimo Bottura nasce il 30 settembre del 1962 a Modena. Inizialmente ha un lavoro come grossista di prodotti petroliferi, impiegato nell’azienda di famiglia. A ventiquattro anni, nel 1986, decide – però – di interrompere gli studi di Giurisprudenza. Acquista una trattoria vicino a Nonantola, a Campazzo, dove entra in contatto con la cucina emiliana.

In seguito con Georges Cogny impara a conoscere anche la cucina francese. Poi va a studiare, nel 1992, con Alain Ducasse a Montecarlo, al Louis XV. Qui frequenta un uno stage durato alcuni mesi. Successivamente continua la propria formazione a New York, prima di far rientro nel 1995 a Modena. Al suo rientro in Italia rileva l’Osteria Francescana, una trattoria tradizionale situata nel cuore della città.

Nel frattempo, Massimo Bottura nella Grande Mela conosce la donna della sua vita. L’8 aprile del 1993, infatti, incontra Lara Gilmone, statunitense, studentessa di arte e di teatro, in un locale newyorchese, il Caffè di Nonna. I due si sposano già nel 1994.

Invitato da Ferran Adrià, nel 2000, nel ristorante El Bulli dello chef catalano, in Spagna, Bottura ha l’opportunità di approfondire le basi e le tecniche della cucina molecolare. Più tardi deciderà di proporre una cucina fondata sulla rielaborazione in chiave moderna di materie prime e piatti della tradizione.

Nel 2011 lo chef modenese riceve il Grand Prix de l’Art dall’Accademia Internazionale della Cucina di Parigi. Nello stesso anno apre, nella sua città natale, un nuovo ristorante, il Francheschetta58, con la collaborazione di Marta Pulini. Mentre l’Osteria Francescana passa dal sesto al quarto posto nella lista dei 50 World’s Best Restaurants.

L’anno successivo, in seguito al terremoto che colpisce l’Emilia, Massimo Bottura prende parte a diversi eventi a sostegno dei produttori di Parmigiano Reggiano, devastati dalle conseguenze del sisma che ha provocato la distruzione di migliaia di forme.

Viene, inoltre, nominato chef internazionale del 2012 dal “Daily Mail”, che assegna all’Osteria Francescana il titolo di miglior ristorante di tutto il continente europeo. Poco dopo, riceve la terza stella Michelin e sceglie di chiudere, in vista di un breve periodo di rinnovamento, l’Osteria Francescana.

Protagonista dell’Anno della Cultura Italiana negli Stati Uniti nel 2013, nel 2014 Bottura si vede assegnare il White Guide Global Gastronomy Award e pubblica per Phaidon Press il suo quarto libro, “Never Trust a Skinny Italian” (Mai fidarsi di un italiano magro). L’anno successivo è protagonista della prima puntata di “Chef’s Table”, documentario trasmesso su Netflix.

Nel 2016 l’Osteria Francescana diventa il primo ristorante italiano di sempre ad aggiudicarsi il primo posto nell’elenco dei The World’s 50 Best Restaurants Awards di New York. E’ un risultato straordinario che dà visibilità al local come miglior ristorante al mondo.

L’Osteria viene inoltre classificata miglior ristorante d’Italia, nella guida del Gambero Rosso 2016, a pari merito con La Pergola dell’Hotel Rome Cavalieri di Heinz Beck. Nello stesso anno, anche la Guida L’Espresso Ristoranti, piazza il ristorante di Bottura in prima posizione, assegnandole il punteggio massimo di 20 su 20, mai attribuito a nessuno in precedenza.

Tornerà poi in vetta alla The World’s 50 Best Restaurants Awards nel 2018, per poi finire nella Hall of Fame assieme ai colleghi che negli anni precedenti hanno raggiunto lo stesso traguardo.