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Nel 2021 curare la Food Photography è sempre più importante per un ristorante e un Fotografo Professionista ci ha spiegato il perché.

Articolo
Articolo a cura di Gourmagazine
15 Marzo 2021

Al giorno d’oggi si sente spesso parlare di Food Photography. Secondo diverse analisi di settore è emerso che l’82% dei commensali ama ordinare un pasto che ritiene “bello” dopo averlo visto in foto. Analizzando il termine “Food Photography” non significa altro che “fotografia di cibo” o, ancor meglio, l’arte di fotografare piatti e ingredienti. A questo punto verrebbe quasi da dire che tutti possiamo fare il food photographer, eppure non è così. Anzi a dire il vero, non c’è nulla di più sbagliato nell’affermare una cosa del genere. Abbiamo parlato con Francesco De Marco, un fotografo professionista che ci ha raccontato quali secondo lui sono le linee guida da seguire per eseguire degli ottimi scatti e valorizzare al meglio un piatto.

“Curare la Food Photography è sempre più importante per un ristorante perché una delle variabili che condiziona la scelta nella prenotazione è legata all’aspetto estetico della sua cucina.”

“Nella mia carriera di Fotografo Professionista, docente di fotografia ed esploratore ho sempre sostenuto che prima di realizzare una fotografia bisogna capire cosa si vuole trasmettere. Bisogna fermarsi, capire il luogo in cui ci troviamo e poi cercare di inserire all’interno della fotografia le nostre emozioni e sensazioni. Nella Food Photography, è necessario fare la stessa identica cosa. Quando ci troviamo davanti a un piatto, creato con sapienza e conoscenza, è necessario se non addirittura obbligatorio dare il giusto risalto ed importanza a ciò che abbiamo davanti ai nostri occhi. Quello che consiglio spesso ai miei allievi è quello di creare un proprio genere fotografico, qualcosa che li vada a rappresentare e sopratutto far riconoscere. Nella Food Photography, questa caratteristica deve essere ancora più presente, bisogna sopratutto lavorare con molta attenzione e professionalità. Quando abbiamo davanti all’obiettivo un piatto, dobbiamo fare in modo che quel piatto sia perfetto in fotografia. Dobbiamo fare attenzione perché basta veramente poco per trasformare un piatto di grande valore, di tempo e materia prima,  in un piatto “banale”. Ci deve essere inoltre un lavoro di squadra tra fotografo e chef. La cooperazione credo che sia fondamentale, in ogni settore, ma sopratutto nella Food Photography. Premere il pulsante è solo l’atto finale, prima c’è lo studio, l’analisi e il confronto.

Nella Food Photography ci sono alcune regole fotografiche che dovrebbero essere rispettate, per far si che il piatto venga valorizzato.”

Vediamo insieme quali sono:

1) Sicuramente la prima cosa da fare è comprendere lo spirito dello chef, con quale mentalità lavora e cosa vuole trasmettere. Così facendo cerchiamo di capire anche come il suo modo di lavorare possa essere abbinato al nostro e creare una fusione che venga poi espressa fotograficamente. Bisogna sempre pensare allo sfondo, la base del nostro piatto. E’ inutile inserire piatti scuri su sfondi scuri, o addirittura sul piano di acciaio. Un po’ di attenzione, di studio dello sfondo, delle ombre che cadono e sopratutto della luce può aiutare a realizzare una buona base. In commercio ci sono molti sfondi, consiglio quelli in pvc perché si puliscono facilmente, sono pratici e sopratutto opachi.

© Francesco De Marco / Ristorante Satricvm

2) Quello che consiglio è di realizzare la fotografia sempre pensando prima a cosa abbiamo davanti. Se un piatto punta alla verticalità, sarà inutile fotografarlo dall’alto. Magari una prospettiva più frontale, può dare una giusta importanza. Se sfruttiamo anche delle linee guida ancora meglio.
Quindi può essere sufficiente posizionarsi anche a 45°. Di solito ci sono due posizioni da dover rispettare, sia a 90° che 45°.

© Francesco De Marco / Ristorante Satricvm

3) Uno strumento necessario è il treppiedi, sopratutto se utilizziamo una fotocamera. Il treppiedi ci dà la possibilità di fotografare sfruttando i tempi lunghi, cosi da creare anche effetti particolari come il fumo nella foto sottostante. Un tempo veloce, avrebbe permesso lo stesso di immortalare il fumo, ma il risultato sarebbe stato molto confusionale.

© Francesco De Marco / Ristorante Satricvm

4) Continuando a parlare di fotografie realizzate con una fotocamera, il consiglio che mi sento di dare è quello di sfruttare obiettivi con una  lunghezza focale che spazia dai 30 ai 90 mm. Sconsiglio i grandangoli perché allontanano quelli che vengono chiamati i piani di focale e spesso non diamo importanza al piatto, senza contare il fattore di distorsione della lente. Lavorando invece con obiettivi di media portata, (i miei preferiti sono 50 e 85mm) abbiamo una giusta lunghezza focale e piani di focale.

© Francesco De Marco / Ristorante Royalbeef 2.0

5) La luce è molto importante, se non abbiamo la possibilità di fotografare con una luce da studio, allora puntiamo alla luce naturale. Sicuramente questa sarà relativamente più difficile da gestire perché dobbiamo fare attenzione all’orario in cui fotografiamo e alle luci troppo forti che cadono sugli ingredienti del piatto. Si rischia di avere punti bruciati e irrecuperabili in post produzione. In commercio, anche qui, ci sono molte luci led continue ( le migliori sono quelle con luce bianca). Questo genere di luci permette di mantenere la neutralità dei colori.

© Francesco De Marco / Ristorante Royalbeef 2.0

6) I colori sono inoltre molto importanti perché, nella Food Photography, simboleggiano anche la qualità del prodotto che viene rappresentato. Usare troppa saturazione non esalta il prodotto, anzi, appiattisce le ombre e le luci, creando una fotografia cromaticamente piatta e senza tridimensionalità. In fase di sviluppo possiamo gestire i singoli colori (Il famoso TSL o HSL) e far si che acquistino luminosità e che mantengano allo stesso tempo tutta la loro qualità.

© Francesco De Marco / Ristorante Royalbeef 2.0

7) Un’altra cosa a cui bisogna fare molta attenzione è il bilanciamento del bianco, WB. In ogni genere fotografico c’è una regola basilare, il bianco deve essere bianco. No arancione, no marrone, o con cromie “calde”.
La Fotografia professionale richiede la conoscenza del colore, quando un piatto viene pubblicato si devono vedere tutti i colori delle materie prime.
Troppo spesso si vedono invece fotografie che hanno aloni caldi, tendenti al giallo / arancione. Cerchiamo quindi di mantenere sempre il bianco nel suo livello più neutro possibile. Cosi da poter dare risalto anche ai colori chiari dell’immagine.

© Francesco De Marco / Ristorante Royalbeef 2.0

8) Ultima accortezza per dare il giusto risalto al prodotto è quello di lavorare con un diaframma mediamente chiuso, tra F8 e F11, cosi abbiamo la profondità di campo e tutto il nostro prodotto è completamente visibile. Allo stesso tempo però, per quando lavoriamo sui dettagli, è necessario lavorare con un diaframma molto aperto F1,8 o F2, questo permette di andare a catturare un dettaglio e isolarlo dal resto della fotografia.

© Francesco De Marco / Da Vinci Bisteccheria

9) Concludiamo parlando di composizione. Argomento molto particolare da affrontare e  molto importante perché la giusta composizione Fotografica, unita alla posizione degli elementi nel piatto, aiuta a creare interesse o disinteresse all’osservatore. La chiave di lettura deve essere tale da creare interesse. Posizionare il piatto al centro della nostra fotografia può aiutare a creare fotografie dirette, nette e che non lasciano spazio di vedere altro all’osservatore.

© Francesco De Marco / Ristorante Royalbeef 2.0

Le fotografie sono state realizzate con:
– Sony A7III 
– Obiettivo Sony FE 85mm F/1.8
– Obiettivo Sony FE 16-35mm F/4 ZA OSS Vario Tessar T*
– Lue Led Nanlite Forza60 


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